Recensioni

Recensione “Il pane sotto la neve” di Vanessa Navicelli

Buon fine settimana lettori e lettrici,

oggi vi parlo della mia ultima lettura che mi ha tenuto compagnia in questa settimana. Vi sto parlando del libro di Vanessa NavicelliIl pane sotto la neve“.

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  • Titolo: Il pane sotto la neve
  • Autore: Vanessa Navicelli
  • Editore: Createspace Independent Pub
  • Pagine: 259
  • Prezzo di copertina: € 9,99

Trama:

Una coppia giovane, due figlie, un paesino, degli amici, tante difficoltà e la voglia di farcela.
Sembra una storia di oggi. Invece… è ambientata nella prima metà del Novecento.

“Torniamo all’antico, sarà un progresso!” diceva Giuseppe Verdi.
Ed ecco allora un romanzo che ci ricorda le nostre radici. Chi siamo e quanto ci è costato arrivare fin qua.

Il pane sotto la neve è un romanzo di narrativa popolare, ambientato “da qualche parte sulle colline dell’Emilia, al confine con la Lombardia, dove la provincia di Piacenza abbraccia la provincia di Pavia.”
È la saga di una famiglia contadina dai primi del ’900 fino alla primavera del 1945.
Si racconta della prima guerra mondiale, della fatica del lavoro in campagna, delle figlie che crescono e si fidanzano. Dell’arrivo della seconda guerra mondiale, della Resistenza. E dei nipoti: chi parte soldato, chi diventa partigiano.
Un mondo e una felicità fatti di piccole grandi cose. Tra politica e apparizioni della Madonna, canzoni degli alpini e orgoglio partigiano, la musica di Verdi e le passeggiate lungo il Po, innamoramenti inattesi e le gare ciclistiche di Bartali e Coppi, le recite di Natale in parrocchia e un bicchiere di vino all’osteria.

Un romanzo sulla famiglia e per tutta la famiglia.
Un romanzo “trasversale”, che si rivolge sia agli adulti che ai ragazzi.

Il linguaggio è semplice ed essenziale, come lo è la gente di cui si racconta.
Molte cose sono vere. Molte altre sono verosimili.
Ci sono parti drammatiche e parti umoristiche. Come nella vita.

Questo romanzo è il primo della Saga della Serenella.
La serenella (o lillà) è un fiore semplice e profumatissimo. È il mondo contadino, la famiglia, la primavera dell’anima. È il simbolo di ciò che è buono e vero. Di un mondo pulito e schietto.

Ma tutto questo lo potrete capire, veramente, solo leggendo le storie della gente nata là, sulle colline al confine tra Emilia e Lombardia, nella terra dove cresce la serenella.

La mia recensione:

Il libro di cui vi parlerò oggi fa parte de “La saga della Serenella”. I romanzi che la costituiscono sono di carattere storici autoconclusivi. La serenella fa riferimento al fiore di lillià chiamato così nelle campagne tosco – emiliane.

I protagonisti di questa prima storia vedono protagonisti Battistino (chiamato poi per tutto il racconto con il diminutivo di Tino) e Cesira. Vediamo il loro amore sbocciare alla fine del 1800. La loro relazione nasce tra le tante avversità, come il freddo, una casa in campagna con vetri rotti, un lavoro logorante e poco cibo in tavola. Fanno di tutto per portare avanti il loro amore e creare una famiglia.

Dopo poco nascono le loro due figlie Emma e Rosa. Due caratteri totalmente differenti: la prima impavida e tenace; la seconda timida e introversa. Si trovano ad affrontare il periodo buio come quello della prima guerra mondiale in cui Tino riceve la chiamata alle armi. Parte per il fronte lasciando la sua famiglia sola e con gravi difficoltà. Cesira, Emma e Rosa faranno di tutto per avere almeno un pasto caldo al giorno.

“La libertà, per ora, riposa sotto la neve.
Ma arriverà la primavera… e non sarà solo il grano a germogliare.”

Ma come la storia ci racconta, certi eventi tendono a ripetersi. La seconda guerra mondiale sarà ancora più cruenta e difficile della prima, dove tutta la famiglia sarà partecipe (se pur in modo differente) ad affrontare questa fase buia della storia del Novecento.

Sono tante le cose che vorrei svelarvi, ma non lo faccio per non togliervi il piacere della lettura. Questo libro ci riporta lle bellezza delle piccole cose quotidiane a cui non facciamo caso in una società liquidia come quella attuale in cui ci troviamo a vivere nella frenecità della quotidianità e quindi che ci porta a non accorgerci di quei piccoli momenti di felicità. Ma allo stesso tempo questo racconto ci racconto quanti siamo fortunati a non vivere in prima persona episodi cruenti come lo può essere una guerra.

Lo consiglio? Certamente, questo è un libro che consiglio a chiunque, non solo chi ama il romanzo storico. Sicuramente resterete incantati dalle vicende di Tino e Cesira, tanto che alla fine vi sentirete parte integrante della famiglia.

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